Partecipazione e confronto. Breve report dell'incontro sul Referendum costituzionale e la tutela dei beni culturali e ambientali
Si è rivelata particolarmente azzeccata l'iniziativa promossa dalla rinata sezione cittadina di Italia Nostra, dedicata al referendum sulla riforma della giustizia e ai suoi riflessi sulla tutela del patrimonio culturale e ambientale. L'incontro, ospitato nella sede di Confcommercio, ha registrato una partecipazione numerosa e qualificata, segno evidente dell'interesse e della sensibilità verso i grandi temi che riguardano la giustizia, l'ambiente e la cultura.
Dopo i saluti della presidente Maria Margherita Petri, che ha richiamato le finalità dell’iniziativa, la dott.ssa Giuseppina Sanna ha introdotto i lavori con un’analisi approfondita delle principali criticità della riforma. In particolare, ha evidenziato gli squilibri che deriverebbero dall’elezione per sorteggio della rappresentanza dei magistrati, dalla suddivisione dell’organo di autogoverno in due distinti Consigli superiori e dall’istituzione di un’Alta Corte speciale per i procedimenti disciplinari. Secondo l’analisi dell’ex magistrato, tali interventi finirebbero per indebolire l’autonomia della magistratura rispetto alla politica e per ridurne la capacità di azione, soprattutto nella tutela degli interessi collettivi e diffusi e dei diritti più controversi, come quelli legati alla salvaguardia dei beni culturali e ambientali e alle cure e ai trattamenti del fine vita.
A seguire, gli interventi degli avvocati Agostinangelo Marras, Pina Zappetto e Anna Laura Porcu hanno contribuito a illuminare gli aspetti più contestati della riforma: dalle tappe forzate dell’iter parlamentare, rimasto sordo a possibili emendamenti, fino alla scelta “premeditata” (e pervicacemente perseguita) del ricorso al referendum confermativo; dai potenziali condizionamenti sull'attività inquirente dei pubblici ministeri al rischio di una funzione accusatoria della magistratura inquirente sottratta all'unicità della cultura della giurisdizione, tratto distintivo della nostra Carta costituzionale. Certo, è stato sottolineato come gli articoli della Costituzione relativi alla tutela dei beni culturali, del paesaggio, dell’ambiente e della salute non siano formalmente modificati dalla riforma. Tuttavia, un eventuale indebolimento dell’autonomia della magistratura produrrebbe effetti significativi proprio in questi ambiti delicati, fin dalle prime fasi del procedimento giudiziario, suscitando non poche preoccupazioni.
Non sono mancati gli interventi dal pubblico, che hanno arricchito il dibattito con domande, osservazioni e spunti di riflessione, in un clima di attenzione e partecipazione attiva.
L’incontro è stato moderato e accompagnato con puntualità e competenza dal dott. Antonio Minisola, già magistrato e socio di Italia Nostra.
La sezione cittadina dell’Associazione si propone di tornare sull’argomento con un nuovo incontro pubblico, auspicando il coinvolgendo anche dei rappresentanti delle istituzioni e delle realtà associative impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del territorio.