“E’ ora di aprire gli occhi sulla speculazione energetica”. Un articolo di Fabrizio Quaranta.
Accogliamo nel nostro blog questo scritto di Fabrizio Quaranta dal titolo “E’ ora di aprire gli occhi sulla speculazione energetica”. L’autore è un agronomo, ricercatore del CREA-IT, ben noto nel mondo ambientalista sia per i suoi numerosi interventi, sia per l’instancabile impegno, che lo ha visto sul campo schierato a fianco di Comitati ed Associazioni nella lotta alla speculazione energetica.
Nell'intervento viene svolta un’analisi stringente dell’attuale processo di transizione energetica, evidenziandone le criticità e le contraddizioni. A distanza di un quarto di secolo dalla Direttiva 2001/77/CE, appare ineludibile un momento di riflessione sulle scelte politiche in materia di rinnovabili, scelte che hanno indotto cambiamenti sociali, economici ed ambientali epocali di cui invece si continua ad ignorare la portata.
Ricorrendo all'acribia dei dati, Quaranta destruttura l’attuale vulgata, orientata al solo perseguimento di obiettivi e ne evidenzia i limiti e le contraddizioni. L’assenza di un accordo globale, che impegni tutti i paesi, ma soprattutto quelli a più alto tasso di industrializzazione, è destinata a vanificare gli sforzi dell’Europa volti alla riduzione dei climalteranti, determinando di converso un effetto boomerang per la crescita dell’indebitamento e l’arretratezza di un modello industriale resiliente. Non va inoltre dimenticata l’incidenza negativa sui processi di conversione industriale sia dei conflitti in atto, sia della conseguente visione bellicista, pervasiva in un globo terracqueo amnestico dell’orrore dei due conflitti mondiali.
Se dall'analisi geopolitica si passa alle modalità di attuazione della transizione, il quadro assume contorni
apocalittici. Interi territori trasformati in terra di conquista della speculazione energetica, normative che calpestano diritti costituzionali, strumenti di pianificazione ignorati, processi partecipativi aggirati. Stringente dunque il richiamo di Quaranta al sacco edilizio italico della seconda metà del 900 (ancora oggi perdurante), causa prima di quella fragilità territoriale sotto gli occhi di tutti.
L’elencazione spietata ma documentata di queste ed altre criticità non intende comunque porsi come uno sterile cahier de doleance. L’autore sa per consolidata esperienza di dover evitare per un verso di dar fiato allo scetticismo di chi si oppone alle rinnovabili e di dover combattere dall'altro il riduzionismo ambientale dei favorevoli ad ogni costo. Da qui la formulazione di una serie di proposte operative che suggeriscono una svolta in senso ecologico di quel processo di transizione finora attuato in quella chiave liberista che ha aperto le porte alla speculazione energetica.
Un intervento-appello, dunque, che alla luce di dati e fatti inoppugnabili, ci spinge a combattere la speculazione energetica e ci esorta, come unica alternativa, ad imboccare tout court la strada della conversione ecologica.
Documenti allegati e cliccabili:
Fabrizio Quaranta - E’ ora di aprire gli occhi sulla speculazione energetica