Fosso della Noce: gli impegni dell'Amministrazione Mascia
Richiesto dai Comitati e dalle Associazioni ambientaliste di Sassari, si è svolto il 24 ottobre presso palazzo Ducale l’atteso incontro con l’Amministrazione comunale che aveva all'ordine del giorno la messa in sicurezza idraulica del Fosso della Noce. Com'è noto il progetto di fattibilità relativo ad opere programmate già dal 2021 dall'Amministrazione Campus, era stato oggetto di fondate critiche da parte degli stakeholders locali, che ne avevano evidenziato la non sostenibilità ambientale in conseguenza della scelta tecnica di cementificare il fondo valle. Tale soluzione progettuale aveva fatto attribuire all'intervento il termine di “canalone”. Sotto la spinta dei Comitati, concretizzatasi in molteplici iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e culminata con una partecipata raccolta di firme, l’Amministrazione Campus si era vista costretta a sottoporre il progetto a verifica di assoggettabilità di valutazione di impatto ambientale presso la Regione (VIA). Quest’ultima aveva confermato l’obbligo della VIA, esprimendo nel contempo, anche sulla base dei pareri endoprocedimentali acquisiti, forti riserve in merito alle scelte progettuali.
Nonostante tale pronunciamento, che avrebbe richiesto quanto meno un riesame progettuale, l’Amministrazione Campus aveva preferito optare per il prosieguo dell’iter amministrativo, dando corso con la nomina della Commissione giudicatrice, alla gara di appalto sia per la progettazione definitiva che per l’esecuzione delle opere (appalto integrato complesso) e costringendo in tal modo la subentrante amministrazione Mascia a dover prendere atto degli esiti della gara ed a formalizzarne l’aggiudicazione nel giugno del 2024.
Questo dunque lo stato di avanzamento del progetto al momento dell’incontro che ha visto al Tavolo da una parte il Sindaco, con un’ampia rappresentanza di Giunta e Consiglio, e dall'altra una delegazione di Associazioni e Comitati (Italia Nostra Sardegna, Earth Gardeners, Comitato di quartiere cappuccini e Comitato Ambiente Sardegna).
Il Sindaco ha aperto i lavori riassumendo lo stato della procedura e lasciando poi la parola ai portatori di interesse. Questi ultimi sono intervenuti esponendo le riserve prima descritte. In particolare sono stati evidenziati la non sostenibilità degli impatti ambientali e l’assenza di cura nei confronti di valori paesaggistici. La scelta di “rivestire” il fondo valle con una colata di calcestruzzo, la conseguente necessità di inserire piste per automezzi lungo l’intero percorso, l’eliminazione di un’imprecisata quantità di essenze arboree, la noncuranza nei confronti della tutela di ecosistemi consolidati, avrebbero comportato uno snaturamento definitivo di quello che ancora sussiste di uno storico paesaggio urbano, oggetto nel tempo di illecite appropriazioni di spazi pubblici da parte di privati e dissennate opere di artificializzazione. Associazioni e Comitati hanno inoltre evidenziato che l’intervento avrebbe dovuto trovare un più coerente inserimento all’interno di un progetto di sistemazione del verde urbano che si ponesse come obiettivo il recupero organico del sistema delle valli periurbane.
Sassari è una città che ha utilizzato nel completamento urbano indici di edificabilità fuori misura e nello stesso tempo sacrificato un insostituibile patrimonio di verde pubblico. Al Sindaco è stata chiesta una netta inversione di rotta rispetto a tale ecocidio e un chiaro allineamento alle finalità programmatiche elettorali tra le quali in primis la sostenibilità ambientale e la qualità della vita dei cittadini. La cifra di una tale new policy è quel richiesto progetto di rigenerazione urbana che assuma a simbolo il recupero ecosistemico delle valli e il contestuale coinvolgimento della Comunità al fine di trasformare Sassari da brown a green city. In tale nuova prospettiva si è chiesto all’Amministrazione di rinunciare ad un progetto di fattibilità ritenuto incoerente con gli obiettivi auspicati.
Nell'articolata risposta il Sindaco, che per gli aspetti tecnici si è avvalso del sostegno del suo staff, ha confermato l’impegno assunto in campagna elettorale circa la rinuncia a realizzare il “canalone” con le opere correlate. Ha però precisato che il rimettere in discussione l’intero procedimento, fino a quel momento esperito, avrebbe comportato oltre che un allungamento dei tempi la possibile perdita dei fondi o quanto meno un’erosione degli stessi. Nell'intento di evitare la perdita alla città “anche di un solo euro”, l’Amministrazione intenderebbe procedere per stralci progettuali funzionali in modo da soddisfare da un lato priorità indilazionabili, quali la messa in sicurezza del Fosso della Noce ai fini del contenimento del rischio idrogeologico, dall’altro tenere conto delle risorse disponibili. Tra le opere previste nel progetto di fattibilità che soddisfano tali condizioni senza dar luogo ad impatti ambientali negativi sono da annoverare i tunnel di attraversamento dei terrapieni e le opere di consolidamento degli stessi.
In sintesi tale opzione accoglierebbe le istanze più pressanti degli stakeholders e nel contempo consentirebbe all'Amministrazione di utilizzare i fondi del PNNR ai fini della messa in sicurezza della valle. Ampia condivisione è stata poi assicurata dal primo cittadino in merito alla volontà di intraprendere un percorso di progettazione condivisa al fine di preservare l’integrità ecosistemica, naturalistica e paesaggistica delle valli periurbane, in modo che esse possano essere assunte quale elemento essenziale di una “cintura verde”, che abbracci l’abitato sassarese.
L’incontro si è concluso con l’impegno ad una prosecuzione del dialogo nell'ottica di un attivo coinvolgimento degli stakeholders. Subito dopo la seduta era stata programmata un’assemblea con la cittadinanza a cui hanno partecipato numerose personalità del mondo politico cittadino a testimonianza dell’interesse che l’argomento riveste nell'opinione pubblica. I delegati all'incontro con il Sindaco ne hanno illustrato i contenuti, che sono stati oggetto di un animato dibattito. Da parte di tutti è stata espressa ampia condivisione dei risultati emersi, insieme con l’impegno a proseguire nel confronto con l’Amministrazione sui temi che interessano la città.
Sassari 4.11.2024
(Segue il documento “Idee per la vallata del Fosso della Noce condiviso da Associazioni e Comitati” ed inviato al Sindaco.)
----------------------------------------------------------------------
Idee per la vallata del Fosso della Noce
Sassari ha posseduto e tuttora possiede un prezioso patrimonio di verde urbano e periurbano, da secoli oggetto dell’ammirazione di numerosi viaggiatori e osservatori forestieri, ma oggi scarsamente tutelato, non fruibile dalla cittadinanza, e spesso sacrificato a un’idea di sviluppo che ne prevede l’eliminazione o la progressiva erosione a favore di altro cemento e nuovo asfalto. Negli anni più recenti l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Campus si è fatta promotrice di un progetto, da finanziare con fondi del PNRR, la cui esecuzione finirebbe per distruggere un’area verde essenziale per il futuro della città, quella del Fosso della Noce, con danni davvero irreparabili, che sono stati finora scongiurati grazie alla straordinaria campagna d’informazione e di mobilitazione della cittadinanza voluta dal Comitato del quartiere Cappuccini e dal Comitato Ambiente, a cui si sono unite le rappresentanze di altri quartieri, esponenti del mondo scientifico e universitario, associazioni ambientaliste e numerosi cittadini.
L’ampia protesta per quello che si configura come un cinico omaggio a evidenti interessi speculativi, in passato ribaditi anche in sede di maggioranza comunale (un autentico oltraggio al buon senso, alla salute dei cittadini e al futuro stesso della città) ha avuto il suo apice in una diffida legale al Comune a non proseguire nei suoi intenti, e nel successo di una capillare e sostanziosa raccolta di firme (oltre 5000) per una petizione, che chiedeva il rispetto dell’ambiente naturale della valle.
Ma quali sono le preoccupazioni che hanno spinto diverse realtà cittadine a coalizzarsi per salvaguardare uno degli ultimi polmoni verdi della città?
1. la consapevolezza che si tratta di un patrimonio storico e naturale importante, da rispettare e trasmettere ai posteri, un bene comune che merita di essere protetto e valorizzato attraverso una progettazione accurata e puntuale;
2. la considerazione del verde pubblico e privato come fonte di benessere e salute per la cittadinanza, e come condizione indispensabile per una migliore qualità di vita;
3. la salvaguardia del suolo e l’impegno a preservarlo da un consumo dissennato anche attraverso una sua adeguata manutenzione;
4. la necessità di difendere la biodiversità da qualsiasi progetto che preveda ulteriore cementificazione, ulteriore impermeabilizzazione dei suoli e inserimento di specie aliene;
5. l’esigenza di contribuire alla mitigazione climatica, specie in un periodo in cui le temperature si confermano in costante aumento.
Le diverse mobilitazioni dei Comitati di quartiere, e di un nutrito gruppo di cittadini, oltre alle opposizioni legali e alle puntuali “Osservazioni” inoltrate alla Regione da numerose Associazioni e portatori di interessi, si sono concretizzate nella delibera n.35/43, del 25 ottobre 2023, con cui la Giunta Regionale ha disposto che il progetto denominato “Interventi di messa in sicurezza idraulica della vallata del Fosso della Noce” venga sottoposto ad appropriata Valutazione d’Impatto Ambientale (https://www.google.it/delibere.regione.sardegna.it/it/homepage).
Tale provvedimento ha in sostanza bocciato, o, se si preferisce, clamorosamente “rimandato agli esami di riparazione”, il contestato progetto, che dovrà essere profondamente trasformato.
Gli interventi progettati prevedono infatti di radere al suolo la vegetazione del fondo valle per la lunghezza di ottocento metri e per una larghezza indicativa di dodici. Ciò equivarrebbe a distruggere la parte più significativa della vegetazione arborea e arbustiva del maggiore polmone verde sopravvissuto nel cuore della città, che contribuisce al contenimento dell’inquinamento atmosferico e delle emissioni climalteranti, e insieme concorre alla mitigazione del calore estivo e alla salvaguardia del territorio in caso di eventi meteorologici gravi.
Si consideri inoltre che lo scavo progettato sarebbe superiore ai sedicimila metri cubi (ossia, più o meno, la dimensione di un palazzo di cinquanta appartamenti alto cinque piani) e che ciò richiederebbe un impattante e prolungato traffico di ruspe, escavatori e camion nella pista che verrebbe aperta nella stretta valle, senza più vegetazione, in prossimità delle abitazioni. A fronte di ciò, la piantumazione di nuove essenze negli esigui spazi residui individuati dal progetto non costituirebbe certo un’adeguata compensazione. Sicché l’opera finirebbe per violare anche il fondamentale principio stabilito dai finanziamenti europei secondo cui gli interventi previsti dal PNRR non debbono arrecare alcun danno significativo all’ambiente. Sarà anche per questo che il Progetto tace o sorvola sulla realtà della flora e della fauna che caratterizza l’habitat dell’area oggetto degli interventi.
Ma ciò che più colpisce è l’articolazione dei giudizi e la puntualità delle prescrizioni contenute nei molteplici pareri su cui si fondano l’istruttoria del Servizio Impatti Ambientali dell’Assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente e la conseguente delibera della Giunta: il parere del Dipartimento di Sassari e Gallura dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna (ARPAS), che sottolinea l’insufficiente “livello di dettaglio della documentazione prodotta” e “la necessità di approfondire la valutazione dei potenziali impatti (...) sia per la fase di cantiere che per quella di esercizio”; non a caso l’ARPAS auspica il “confronto della soluzione proposta con una alternativa”, che, tenendo conto del “progressivo cambiamento climatico”, preveda “la risoluzione della criticità idraulica attraverso interventi integrati di riqualificazione urbana, volti a incrementare la capacità di adattamento del territorio in esame mediante la drastica riduzione delle aree impermeabilizzate e la revisione del sistema di raccolta della acque meteoriche a contorno”. il giudizio della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Sassari e Nuoro che ricorda che i tre attraversamenti di viale Trieste, via Adelasia e viale Trento si configurano come beni culturali tutelati “in quanto spazi pubblici di interesse storico”, e rileva che “l’impatto delle opere in progetto è potenzialmente molto più alto di quello prodotto sui singoli beni tutelati”, giungendo a prospettare il pericolo che “uno sviluppo inadeguato del progetto” possa perfino produrre impatti irreversibili, che rischierebbero di “precludere futuri interventi di valorizzazione” dell’intera area e di “impoverirne ulteriormente il patrimonio ambientale e la memoria storica”; le osservazioni del Servizio Tutela del Paesaggio per la Sardegna settentrionale Nord-Ovest che, richiamando l’attenzione sulle opere previste per l’“ultimo tratto del canale” (unica area vincolata sotto il profilo paesaggistico in quanto ricompresa nella fascia dei 150 metri dal Riu sant’Orsola), evidenzia la “discrasia di interventi rispetto alla sottostante Valle dell’Eba Giara e del Rosello” e sottolinea la “disomogeneità dimensionale” tra le sezioni di attraversamento dei terrapieni, quelle delle altre opere di canalizzazione e quelle del “collettore a valle verso viale San Francesco”.
Non stupisce quindi che il Servizio Tutela del Paesaggio giunga a rimarcare che il progetto propone “una forte artificializzazione del fondo valle, snaturandone le caratteristiche peculiari anche rispetto alle aree cortilizie di pertinenza degli edifici storici individuati nel P.U.C., riducendo gli spazi verdi e la loro auspicabile futura fruizione pubblica, con taglio di alberature adulte presenti all'interno del tessuto urbano consolidato”.
Si comprende pertanto perché il Servizio VIA della Regione abbia richiesto un approfondito Studio di Impatto Ambientale che dovrà “contenere - si legge sempre nella delibera - l’analisi costi-benefici sulla base della quale il proponente ha individuato tra più alternative (tra cui “l’alternativa zero”) la soluzione proposta, con esplicito riferimento alle caratteristiche dell’area d’intervento e le ricadute economico-sociali in termini di sicurezza della incolumità pubblica, di presidio e salvaguardia del territorio, di recupero/valorizzazione urbanistico-paesaggistica del Fosso della Noce.”
Nonostante l’inequivocabile pronunciamento della Regione, neanche due mesi dopo, nel dicembre 2023, l'Amministrazione Campus, anziché sospendere la procedura di gara e prendere atto delle varianti sostanziali che si andavano profilando per l'oggetto del bando, decideva di proseguire nell'aggiudicazione dell'appalto, con la nomina della Commissione giudicatrice, l'esame delle offerte e l'individuazione del vincitore. Oggi la procedura della gara è conclusa ma la nuova Amministrazione comunale è chiamata da un lato a ottemperare alle prescrizioni progettuali emerse dall’istruttoria regionale e dall’altro a dar seguito all’impegno per una forte discontinuità politica fondata sulla disponibilità ad ascoltare i cittadini e a dialogare con i Comitati di quartiere e con le Associazioni che nel corso degli anni si sono attivati per la tutela e per la valorizzazione ambientale della valle (si fa presente che l’area è classificata nel PUC come H2, zona di pregio paesaggistico ambientale, e in particolare come H 2.8, valli urbane).
In questo contesto è necessario tenere vivo un forte movimento di cittadini e realtà associative che difenda il verde in tutta la città, scongiuri l’ecomostro del “canalone” e rivendichi per la mitigazione del rischio idraulico la realizzazione di ampi varchi nei terrapieni e un articolato piano di interventi tesi a favorire il drenaggio delle acque nella prospettiva di una progressiva rinaturalizzazione e di un ampliamento delle possibilità di fruizione pubblica del Fosso della Noce, da inquadrarsi all’interno di un organico recupero urbanistico del sistema delle valli urbane e periurbane di Sassari.
Comitati di quartiere
Comitato Ambiente
Italia Nostra
Earth Gardeners
LIPU
WWF
Sassari 23.10.2024